Moneta virtuale, l’anno della svolta e i big preparano lo sbarco in Italia

Si allunga la fila allo sportello del Fintech che si occupa di pagamenti istantanei a Milano Congressi da mercoledì a venerdì la chiamata a raccolta dell’industria del settore

Anche in Italia si allunga la fila allo sportello del Fintech che si occupa di pagamenti digitali istantanei.

In coda ci sono le banche, gli istituti delle carte di credito, gli operatori di telefonia, gestori di Pos e transazioni elettroniche e pure il mondo retail: tutta la filiera del denaro va alla ricerca di accordi e partnership per conquistare l’ultimo miglio (digitale) del sistema dei pagamenti.

articolo di Christian Benna
http://www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/2016/11/07/news/moneta_virtuale_lanno_della_svolta_e_i_big_preparano_lo_sbarco_in_italia-151561250/

Il 2017, gli esperti ne sono convinti, sarà l’anno di svolta.

Oggi “solo” il 25% dei connazionali ha effettuato almeno un acquisto via smartphone o tablet, 10 punti percentuali in meno, secondo le stime Nielsen, rispetto alla media europea. Ma il prossimo anno sbarcheranno sul mercato italiano i pesi massimi del mobile hardware come Apple e Samsung con le rispettive soluzioni di pagamenti mobili.

In pratica ci troveremo in tasca dispositivi già pronti per fare acquisti nei negozi o nei ristoranti. Tutta la filiera è in fibrillazione. Perché il panorama è ancora molto frammentato: ci sono dozzine di soluzioni diverse, perlopiù a sistema chiuso, che si sfidano cercando di conquistare esercenti e categorie professionali. In questo contesto difficilmente si affermerà uno standard unico. Si apre quindi la stagione delle alleanze proprio come sta succedendo negli Usa dove Paypal stringe accordi con Visa; JpMorgan, Bank America e Wells Fargo lanciano la piattaforma ClearXchange; e retailer come Starbucks e Walmart e le farmacie Cvs creano sistemi di pagamento proprietari. Si parlerà di tutto questo a Milano Congressi, da mercoledì 9 a venerdì 11 novembre, per la chiamata a raccolta dell’industria del settore nel primo “Salone dei pagamenti” Made in Italy, organizzato da Abiservizi e promosso da Abi, una tre giorni di incontri per fare il punto della situazione, stringere accordi, valutare progetti e sperimentazioni. «Nel mondo dei pagamenti è in atto una trasformazione epocale –spiega Alessandro Malinverno, direttore generale di AbiServizi – è evidente che il denaro è sempre più slegato dal vecchio concetto di contante, di banconote, di carta che fruscia e di monete che tintinnano. Il denaro viaggia nell’etere attraverso i cellulari di ultima generazione o le forme di pagamento cosiddette contactless. Gli esperti dicono che nel prossimo decennio prenderà piede una società senza contante, sostituito dalla moneta elettronica. Noi non abbiamo la certezza di come saranno i nuovi strumenti di pagamento, ma abbiamo delle informazioni, delle idee, degli sprazzi, in alcuni casi precisi, di quello che ci attende. Queste idee vogliamo metterle a fattor comune». La cashless society sembra ancora lontana, soprattutto vista dall’Italia dove lo strumento preferito dai connazionali continua a essere il contante (430 miliardi di euro), con cui si pagano il 56% dei consumi, mentre l’utilizzo della moneta elettronica nel nostro paese è al 15% contro una media europea del 35%.

Tuttavia le cose stanno cambiando rapidamente. Nel 2016, stima l’Osservatorio Digital Innovation del Politecnico di Milano, i nuovi pagamenti digitali, composti dalla voci mobile e contactless, hanno raggiunto quota 26 miliardi di euro crescendo del 22% rispetto l’anno precedente. I pagamenti digitali con carta, secondo il rapporto sul tema pubblicato in collaborazione con CartaSi, Consorzio Cbi, Intesa Sanpaolo, PayPal e Tim, hanno raggiunto quasi 175 miliardi di euro, circa il 22% della spese delle famiglie. «Negli ultimi due anni – ha affermato Valeria Portale, direttore dell’Osservatorio Mobile Payment del Politecnico di Milano – la crescita dei pagamenti elettronici ha superato le attese, in aumento del 10,2% nel 2014 e del 12,2% nel 2015 tanto da svilupparsi a un ritmo maggiore della media europea, intorno al 7-8%, sintomo di un cambiamento culturale e di un effetto trascinamento del decreto obbligo Pos». L’industria nazionale dei pagamenti è perciò in grande fermento. E comincia a fare sistema. L’85% delle banche italiane aderisce a Jiffy, la piattaforma di instant payment sviluppata da Sia, che oggi conta 350 mila utenti e permette di ricevere e inviare denaro via smartphone in tempo reale. La startup italiana Satispay, 8.000 esercenti già convenzionati, è sbarcata sui Pos Ingenico, grazie all’intesa che permette di dialogare via cellulare con i terminali degli 83mila negozi clienti del Credito Cooperativo mediante i canali di Iccrea Banca e ora ha stretto accordi con il mondo dei taxi. Vodafone Pay e Paypal hanno siglato un’intesa che permetterà di pagare sui 500 mila Pos che supportano la tecnologia Nfc. Matteo Arpe ha lanciato Tinaba la piattaforma per pagamenti mobili che in Italia è associata a Banca Sator.

Nel 2017 sarà pronta la nuova soluzione di instant payment di Icbpi, la società che gestisce Cartasì, progettata per gestire anche le transazioni nelle soluzioni già presenti sul mercato come le diverse app P2P, incluso il servizio Zac offerto da Icbi. Lo scenario da scontro frontale tra i cosiddetti Gafa (Google, Amazon, Facebook, Apple), più Paypal, con propri sistemi di pagamento e gli intermediari finanziari, non è avverato. Anzi. I due mondi sanno dialogando per operare assieme, comprendendo bene che la frammentazione delle soluzioni proposte ha rallentato lo sviluppo della cashless society. Ci hanno visto giusto quindi gli operatori italiani come Auriga che da vent’anni sfornano soluzioni per la banca multicanale, uno sportello virtuale aperto 24 ore per sette giorni la settimana e a portata di smartphone.

Lascia il tuo commento

Lascia il tuo commento