La finanza di domani sarà in chiave distribuita: l’innovazione vincente è la blockchain, la tecnologia alla base di bitcoin. A sostenerlo è un report del World economic forum: ha grande potenziale in semplicità ed efficienza. Ma è necessaria la collaborazione.

fonte: di Pierangelo Soldavini
http://nova.ilsole24ore.com/frontiere/il-futuro-della-finanza-in-una-blockchain/

Nelle 130 pagine del report non viene mai citata la parola bitcoin, ma il succo del report rilasciato in agosto dal World Economic Forum è che la finanza del futuro non potrà prescindere dalla blockchain, la tecnologia di certificazione distribuita e criptata che è alla base della criptovaluta. Una scelta che ha già fatto discutere il mondo di tecnologi ed esperti che si muove attorno alle criptovalute, dal momento che separare i due concetti è già una scelta filosofica che non passa inosservata. Il dato di fatto “politico” è che il rapporto rappresenta un cruciale endorsement per il discusso bitcoin da parte del forum che raccoglie i grandi protagonisti della finanza mondiale
“La blockchain non si limiterà a restare ai margini dell’industria finanziaria, ne diventerà il cuore pulsante”, afferma il responsabile dei servizi finanziari del Wef, Giancarlo Bruno. Il report ammette che la tecnologia è soltanto una delle tante innovazioni tecnologiche che stanno plasmando il futuro, ma ne elenca nel dettaglio i potenziali punti di miglioramento. Il report parte da una serie di dati di fatto: oltre 1,4 miliardi di dollari investiti dal venture capital nella tecnologia di certificazione distribuita negli ultimi tre anni, più di 250o brevetti depositati, oltre novanta Banche centrali che hanno dichiarato il loro interessi e una stima secondo cui l’80% delle banche avvierà progetti legati alla blockchain entro il 2017. Proprio in questi giorni Visa ha annunciato l’avvio di una sperimentazione per l’introduzione della tecnologia del bitcoin per rendere più efficiente ed economico il sistema di pagamento.
In primo luogo la blockchain ha dalla sua un potenziale senza precedenti di trasparenza e fiducia: “La tecnologia di certificazione distribuita (Dlt) ha il potenziale di migliorare la semplicità e l’efficienza con la creazione di nuove infrastrutture e processi per i servizi finanziari”: semplificazione operativa, miglioramento del controllo regolatorio, riduzione del rischio di controparte, riduzione dei tempi di clearing e settlement, miglioramento della liquidità, minimizzazione delle frodi. Anche se, ammette il report, la blockchain “non rappresenta una panacea: deve essere interpretata invece come una delle tante tecnologie che concorreranno alla fondazione dell’infrastruttra dei servizi finanziari di prossima generazione”.
La tecnologia Dlt ha un impatto rivoluzionario: “La nuova infrastruttura trasformerà e metterà in discussione le ortodossie tradizionale dei business model odierni”: costruisce il proprio registro distribuito in maniera trasparente, forma la fiducia in tempo reale tra i partecipanti del mercato ed elimina la disparità informativa tra chi presta e chi prende a prestito.
Ma, perché il potenziale della tecnologia possa dispiegare i suoi effetti, le applicazione della blockchain “avranno bisogno di una profonda collaborazione tra gli incumbent, gli innovatori e i regolatori, aggiungendo complessità e ritardando l’implementazione”. D’altra parte gli analisti del Wef non si nascondono che per arrivare all’applicazione piena ed efficace della blockchain bisogna risolvere le questioni legate alla sicurezza, conciliare gli interessi confliggenti e identificare una governance con un chiaro quadro regolatorio e legale. I critici più attenti aggiungerebbero che si tratta anche di mantenere insieme blockchain e bitcoin, in maniera indissolubile

fonte: di Pierangelo Soldavini
http://nova.ilsole24ore.com/frontiere/il-futuro-della-finanza-in-una-blockchain/

 

 

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