Euklid, la «banca del futuro» viene valutata 10 milioni

Una «banca del domani», capace di investire in valute tradizionali o bitcoin con trader robotizzati, gestione trasparente e nessun costo di commissione.

fonte: autore Alberto Magnani
http://www.ilsole24ore.com/

Il progetto di Euklid, startup italiana del fintech lanciata a luglio 2015, si avvicina al traguardo con l’investimento appena incassato: 350-400mila euro in fase seed (il primo finanziamento), cifra che porta a 10 milioni di euro la valutazione dell’impresa.

L’azienda ha scelto Londra come nuova sede e sfrutterà il finanziamento per procedere alla fondazione di una newco (Euklid Uk) e alla successiva istituzione di un fondo di investimento riservato (Raif) a Lussemburgo.

Fino ad oggi la startup si è occupata di gestione del risparmio attraverso i soli canali bitcoin e blockchain, con un sistema di intelligenza artificiale che permette di raccogliere e reinvestire automaticamente in criptovalute il proprio denaro.
Nell’arco di due-tre mesi, l’integrazione tra Euklid e Euklid Uk consentirà di gestire le somme raccolte dal fondo istituito nel Granducato con un’unica piattaforma bancaria robotizzata al 100%, aperta anche a valute tradizionali come euro o dollaro e disponibile sia a investitori istituzionali che qualificati (investitori retail con portafoglio superiore ai 2 milioni di euro). L’obiettivo è ambizioso: muoversi in autonomia rispetto al sistema bancario tradizionale, senza farsi assorbire dagli istituti di credito che monitorano già tutte le novità dirompenti del fintech.
«L’idea è quella di non collaborare con i vecchi sistemi bancari e creare, appunto, una banca del tutto innovativa» conferma al Sole 24 Ore Antonio Simeone, fondatore di Euklid.

  • Dall’algotrading dei bitcoin alla banca del futuro

Nella sua versione originaria, la piattaforma di Euklid offre un servizio di trading automatico applicato ai bitcoin e blockchain, il registro pubblico che tiene traccia dei movimenti della criptovaluta. Il sistema è basato su un sistema di algoritmi in grado di interpretare la psicologia degli investitori e intuire i movimenti di mercato, con trader automatici che si rapportano direttamente a valute digitali come Kraken ed Ethereum.

  • Come funziona?

Ad ogni asset si applicano 30 algoritmi che prevedono 256 variabili, studiati secondo criteri di algoritmo genetico (gli algoritmi che scelgono gli investimenti migliori in base a una “selezione naturale” sui precedenti andamenti) e swarm intelligence (la cosiddetta intelligenza dello sciame). Il risultato è un sistema che garantisce notevoli margini di rendimento (+132% nell’ultimo anno), guadagnando dalla volatilità estrema delle criptovalute. «I nostri algoritmi riescono a interpretare la psicologia degli investitori bitcoin e capitalizzare la volatilità – dice Simeone –. E ci teniamo a precisare che non si tratta di robo-advisory perché quella è consulenza, mentre noi facciamo solo gestione».

  • Siamo entrati nella società degli algoritmi

La società non fa pagare commissioni, ma incassa un margine del 20% sui guadagni. L’intenzione, ora, è di fare un passo avanti con la creazione di una banca che completi il servizio già offerto dalla prima versione di Euklid. La startup, sostenuta anche da advisor come Christopher Pallotta di Raptor Group, Ivan d’Avanzo del Boston Consulting Group e la ex Facebook Paola Bonomo, mira a un modello che faccia dell’intelligenza artificiale l’asse portante della gestione. L’istituto progettato sarà del tutto automatico, trasparente e senza commissioni, con possibilità di investimento su circa 100 titoli azionari selezionati tra i più liquidi del mercato. L’appoggio di una startup fintech ospitata dall’acceleratore londinese Level39 permetterà di aprirsi anche a servizi più basilari come bonifici e conto corrente. «E inoltre i nostri clienti non possono essere toccati dal bail-in (i salvataggi delle banche a spese dei clienti, ndr), perché il cliente può prendere pieno controllo della sua situazione finanziaria grazie alla trasparenza assoluta della blockchain» dice Simeone.

Il dubbio è sulla sostenibilità del modello, visto che la crescente popolarità di criptovalute e sistemi di disintermediazione si scontra con il dominio degli istituti bancari tradizionali. La startup prevede di diversificare la sua offerta con sistemi ancora assenti dal suo raggio d’azione, come le consulenze assicurative o prestiti peer-to-peer (prestiti tra privati). «Daremo delle consulenze su assicurazioni e, fra due e tre anni potremmo lavorare su un meccanismo di peer-to-peer – conferma Simeone –. Per ora non si parla di altre collaborazioni, perché vorremmo fare noi una banca innovativa».

fonte: autore Alberto Magnani
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